FAQ Domande frequenti Regione Molise

Le domande e le risposte che gli utenti ci pongono frequentemente:

 


  1. Perché la Regione effettua l’attività di ispezione degli impianti termici?
  2. Chi ha la responsabilità delle ispezioni?
  3. Ogni quanto tempo devono essere effettuate le ispezioni?
  4. Che cosa viene controllato con le ispezioni?
  5. Cosa ne fa la Regione dei dati che raccoglie?
  6. Perché l’attività di ispezione? A cosa serve?
  7. Che cosa si intende per impianto termico?
  8. Nel mio appartamento ho un impianto autonomo anche quello è un impianto termico?
  9. Quali sono gli impianti termici esclusi dai controlli?
  10. Ho uno scaldacqua, come devo comportarmi per l'autocertificazione? L’impianto di produzione di acqua calda sanitaria di una palestra ha l’obbligo di autocertificazione?
  11. Ma io già pago la manutenzione ed ho una mia ditta di fiducia che mi fa i controlli, perché devo pagare due volte?
  12. Chi è il responsabile dell’esercizio e della manutenzione dell’impianto termico?
  13. Chi è il “terzo responsabile”?
  14. E’ sempre possibile delegare la responsabilità ad un terzo responsabile?
  15. Quali sono le abilitazioni necessarie per il terzo responsabile?
  16. A chi devo affidare la manutenzione?
  17. Da dove verifico se la ditta che ho chiamato è abilitata?
  18. Ogni quanto tempo devo effettuare la manutenzione dell'impianto termico?
  19. In quale periodo dell’anno devo effettuare la manutenzione?
  20. A chi devo rivolgermi per una corretta manutenzione?
  21. Quali sono le competenze del responsabile dell’impianto termico?
  22. Se non faccio la manutenzione cosa mi succede?
  23. Quali sono le cause per cui si può formare il monossido di carbonio e diffondere nell’ambiente in cui abito?
  24. Cosa sono i libretti d’impianto e di centrale?
  25. Chi rilascia il libretto d’impianto o di centrale?
  26. Chi deve compilare il libretto d’impianto o di centrale?
  27. Chi deve conservare il libretto d’impianto o di centrale?
  28. Quali sono gli altri impegni del manutentore?
  29. Quali sono le operazioni di manutenzione obbligatorie?
  30. Ho installato un nuovo impianto: devo effettuare lo stesso la manutenzione e il controllo di efficienza energetica?
  31. Ho sostituito la caldaia, cosa devo fare?
  32. Cos’è la dichiarazione di conformità?
  33. Cosa faccio se non mi ritrovo la dichiarazione di conformità?
  34. Che cos’è la “Dichiarazione di Rispondenza”, sostitutiva della dichiarazione di conformità?
  35. Come si è organizzata la Regione Molise?
  36. Quali sono le tariffe stabilite dalla Regione Molise?
  37. Il mio appartamento è in un condominio, cosa devo fare?
  38. Il mio impianto di riscaldamento è autonomo, ho una caldaietta, cosa devo fare?
  39. Che cos’è l’autocertificazione?
  40. La consegna del modello G può essere fatta direttamente dalla mia ditta di manutenzione?
  41. Devo conservare copia del modello G?
  42. Quando scade il termine per autocertificarsi nellaRegione Molise?
  43. L’autocertificazione è obbligatoria?
  44. Che convenienza ho ad autocertificarmi?
  45. Cosa succede se non mi autocertifico?
  46. Ma con l’autocertificazione che cosa dichiaro?
  47. Se il manutentore sul modello G riporta delle raccomandazioni e/o prescrizioni, cosa devo fare?
  48. Se il mio impianto è superiore a 35 kW mi posso autocertificare?
  49. Chi ha stabilito le tariffe per le autocertificazioni?
  50. Non basta chiamare il manutentore?
  51. E cosa fa la Regione nell’attività di ispezioni?
  52. Come si svolge l’ispezione?
  53. Se invece di chiamare il mio manutentore aspetto l'ispezione, di fatto, ho assolto i miei obblighi?
  54. Chi mi comunicherà il giorno in cui mi viene fatta l’ispezione?
  55. Cosa sono i ponti termici? Quali sono i ponti termici i piu ricorrenti nelle abitazioni? Cosa prevedono le norme in materia?
  56. Nel caso di un ufficio o azienda se i climatizzatori sono presenti in stanze diverse le potenze si sommano? Deve essere compilato un rapporto di controllo di efficienza energetica per ogni climatizzatore?
  57. Quando un impianto si intende dismesso?
  58. Quando un impianto termico si intende fuori uso?
  59. Quando un impianto termico si intende “modificato”?
  60. Quali obblighi ci sono per gli impianti temici modificati, fuori uso o dismessi?
  61. Cosa si intende per “variazione dello stato dell’impianto”?

1.Perché la Regione effettua l’attività di ispezione degli impianti termici?

L’attività di ispezione degli impianti termici è un obbligo di legge stabilito dall’articolo 31 comma 3, della L. n°10/91, dal D.Lgs. n°192/05 e successive modifiche e integrazioni, dai loro decreti attuativi, il DPR n°412/93 il DPR n°551/99, il DPR n° 74/2013.

2.Chi ha la responsabilità delle ispezioni?

I Comuni con più di 40.000 abitanti e le Province per la restante parte del territorio effettuano i controlli per accertare lo stato di manutenzione e di esercizio degli impianti termici. Nel caso specifico della Regione Molise, in seguito al riordino delle funzioni delle province, effettuato con la Legge Regionale 18/2015, la competenza dei controlli è passata alla Regione, che pertanto è competente sull'intero territorio regionale, compresi i comuni con popolazione superiore a 40.000 abitanti .

3.Ogni quanto tempo devono essere effetuate le ispezioni?

La legge prevede che le ispezioni siano effettuate almeno ogni due anni.

4.Che cosa viene controllato con le ispezioni?

Vengono ispezionati tutti gli elementi tecnici che hanno attinenza con un corretto uso dell’energia, compreso un controllo sul valore del rendimento di combustione per certificare che la caldaia consumi quanto previsto per legge. Inoltre si effettuano anche degli accertamenti amministrativi sui documenti che devono essere in dotazione agli impianti 

5.Cosa ne fa la Regione dei dati che raccoglie?

I dati raccolti nell'esecuzione del servizio sono necessari a monitorrare lo stato di esercizio e manutenzione delgi impianti, in ottica di uso razionale dell'energia e tutela ambientale. Periodicamente (almeno ogni due anni) la Regione invia al Ministero competente una relazione sulle caratteristiche e sullo stato di efficienza e manutenzione degli impianti termici del proprio territorio, con particolare riferimento alle risultanze dei controlli effettuati.

6.Perché l’attività di ispezione? A cosa serve?

L’attività di ispezione è finalizzata a promuovere una diffusa e corretta manutenzione degli impianti termici, sia autonomi che centralizzati, in modo da garantire maggior risparmio energetico e più sicurezza in casa.

In sintesi i controlli sono necessari:

  • per risparmiare energia e quindi denaro;
  • per garantire la sicurezza;
  • per ridurre le emissioni inquinanti in atmosfera (ossido di carbonio e ossido di azoto);

Una corretta manutenzione rende l’impianto più affidabile e meno soggetto a rotture in esercizio,con tutto ciò che ne consegue.

7.Che cosa si intende per impianto termico?

L’impianto termico è definito dall’ art. 2 comma 1 del D. Lgs n°192/05 e ss. mm. e ii., il quale riporta: 

“è un impianto tecnologico destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolarizzazione e controllo. Sono compresi negli impianti termici gli impianti individuali di riscaldamento. Non sono considerati impianti termici apparecchi quali: stufe, caminetti, apparecchi di riscaldamento localizzato ad energia radiante; tali apparecchi, se fissi, sono tuttavia assimilati agli impianti termici quando la somma delle potenze nominali del focolare degli apparecchi al servizio della singola unità immobiliare è maggiore o uguale a 5 kW. Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale ed assimilate.”

8.Nel mio appartamento ho un impianto autonomo anche quello è un impianto termico?

La "caldaietta" unifamiliare che serve per il riscaldamento e per la produzione di acqua calda è senz’altro un impianto termico e quindi è soggetto alle ispezioni.

9.Quali sono gli impianti termici esclusi dai controlli?

Sono impianti termici ma non sono soggetti ad ispezioni:

  • gli impianti di riscaldamento di potenza compresa tra 5 e 10 kW
  • gli impianti di raffrescamento di potenza compresa tra 5 e 12 kW
  • gli impianti con caldaie alimentate a combustibili solidi (carbone, legna, sansa, pellets)
  • gli impianti con caldaie alimentate a biogas o gas residui di lavorazioni
  • gli impianti con fluido termovettore diverso da acqua e aria
  • gli scaldaacqua è al servizio di una singola unità immobiliare ad uso residenziale o assimilabile

10.Ho uno scaldacqua, come devo comportarmi per l'autocertificazione? L’impianto di produzione di acqua calda sanitaria di una palestra ha l’obbligo di autocertificazione?

In base alla definizione di impianto termico di cui al D.lgs 192/2005 e ss.mm.ii., si possono avere i seguenti casi:

  •   se è al servizio di più unità immobiliari (in tal caso più che di scaldaacqua, generalmente, si tratta di impianti complessi e di maggiore potenza, e si parla di impianto di produzione centralizzata di ACS) anche se destinate ad uso residenziale ed assimilabili, è SOGGETTO ad autocertificazione.
  • se lo scaldaacqua è al servizio di una singola unità immobiliare ad uso residenziale o assimilabile, non è considerato impianto termico e pertanto NON è SOGGETTO ad autocertificazione

NOTA:

Per USO RESIDENZIALE si intende: unità immobiliare, a sé stante o inserita in un edificio, prevista per l’utilizzo come civile abitazione, effettivamente usata come tale o sede di attività professionale (es. studio medico o legale) o commerciale (es. agenzia di assicurazioni) o associativa (es. sindacato, patronato).

 

  • se lo scaldaacqua è al servizio di una singola unità immobiliare a destinazione d’uso diversa da residenziale o assimilabile, è SOGGETTO ad autocertificazione.

NOTA: Non sono considerate ad uso residenziale le unità immobiliari destinate a: collegi, conventi, case di pena, caserme, nonché edifici adibiti ad albergo, pensione, affittacamere e attività similari.

In tutti i casi il responsabile dell’impianto deve provvedere alle manutenzioni secondo le periodicità indicate dalle norme vigenti.

Per gli impianti soggetti ad autocertificazione, la periodicità dell’autocertificazione stessa coincide con quella della manutenzione dello specifico impianto.

11.Ma io già pago la manutenzione ed ho una mia ditta di fiducia che mi fa i controlli, perché devo pagare due volte?

Il servizio di manutenzione che Lei paga al suo manutentore non ha nulla a che vedere con le ispezioni effettuate dalla Regione. Infatti il manutentore di fiducia effettua operazioni di pulizia e riparazione preventiva (dette manutenzione ordinaria).

 

L’attività che invece esercita la Regione ha lo scopo di accertare che tali operazioni siano condotte correttamente e cioè se il Suo impianto è in regola con le norme ed ha il giusto rendimento.

 

12.Chi è il responsabile dell’impianto termico?

Il responsabile dell’impianto (detto anche “responsabile dell'esercizio e della manutenzione dell'impianto termico”), in base alle norme vigenti, è:

  • l'occupante, a qualsiasi titolo, in caso di singole unità immobiliari residenziali;
  • il proprietario, in caso di singole unità immobiliari residenziali non locate;
  • l'amministratore, in caso di edifici dotati di impianti termici centralizzati amministrati in condominio;
  • il proprietario o l'amministratore delegato in caso di edifici di proprietà di soggetti diversi dalle persone fisiche.

13.Chi è il “terzo responsabile”?

Il responsabile, così come individuato dalla legge (vedi punto 12) può delegare la responsabilità dell’esercizio e manutenzione dell’impianto termico ad un soggetto abilitato, detto il “terzo responsabile dell’esercizio e della manutenzione dell’impianto termico”. Il terzo responsabile può essere solo una ditta con le necessarie abilitazioni (vedi punto 14). La delega è una facoltà e NON un obbligo, indipendentemente dalla potenza dell'impianto.

14. E’ sempre possibile delegare la responsabilità ad un terzo responsabile?

La delega al terzo responsabile NON è consentita nel caso di singole unità immobiliari residenziali in cui il generatore o i generatori non siano installati in locale tecnico esclusivamente dedicato.

Inoltre la delega di terzo responsabile può essere data solo se l’impianto è a norma. In caso contrario la responsabilità rimane a carico del delegante fino ad avvenuto adeguamento.

15.Quali sono le abilitazioni necessarie per il terzo responsabile?

Il terzo responsabile può essere SOLO una ditta iscritta alla camera di commercio, per la manutenzione e l’installazione di impianti termici e gas (se l’impianto è alimentato a gas) (vedi lettere C ed E del D.M. n°37/08).

Nel caso di impianti termici con potenza nominale al focolare superiore a 350 kW, ferma restando la normativa vigente in materia di appalti pubblici, il terzo responsabile deve essere in possesso di:

– certificazione UNI EN ISO 9001 relativa all'attività di gestione e manutenzione degli impianti termici,
OPPURE
– attestazione rilasciata ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica del 5 ottobre 2010, n. 207, nelle categorie OG 11, impianti tecnologici, oppure OS 28.

16.A chi devo affidare la manutenzione?

L’utente è obbligato ad affidare la manutenzione ad una ditta abilitata (iscritta alla camera di commercio, per la manutenzione e l’installazione di impianti termici e gas – se l’impianto è alimentato a gas – vedi lettere C ed E del D.M. n°37/08).

17. Da dove verifico se la ditta che ho chiamato è abilitata?

Lei può chiedere in visione alla ditta il certificato della Camera di Commercio dove sono riportate le lettere per le quali la ditta è abilitata. In alternativa può anche rivolgersi alla Regione o al Concessionario, che possono unicamente confermare se la ditta risulta abilitata. La Regione o il Concessionario non indicano o suggeriscono nominativi di ditte.

18.Ogni quanto tempo devo effettuare la manutenzione dell'impianto termico?

Le operazioni di controllo ed eventuale manutenzione dell’impianto termico devono essere effettuate secondo le istruzioni rilasciate dall’impresa installatrice nel libretto uso e manutenzione dell’impianto (rif. comma 2 art. 8 DM 37/08 e s.m.i).

Se questa non ha rilasciato istruzioni o non sono più disponibili:

  • secondo le istruzioni tecniche riportate sul libretto di uso e manutenzione rilasciato dal fabbricante dei componenti dell’impianto (per i piccoli impianti il generatore);
  • per le altre parti dell’impianto e per apparecchi e componenti di cui non sono disponibili le istruzioni tecniche del fabbricante, rispettando le norme UNI e CEI per lo specifico elemento o apparecchio.

In ogni caso l’installatore ed il manutentore devono dichiarare la periodicità della manutenzione (art. 7 comma 4 DPR 74/2013).

19.In quale periodo dell’anno devo effettuare la manutenzione?

Sotto l’aspetto meramente tecnico, prevalentemente per gli impianti a combustibile liquido, è maggiormente indicato il periodo precedente all’accensione invernale. Sotto l’aspetto amministrativo la manutenzione sugli impianti termici può essere effettuata in qualunque periodo dell’anno. 

20.A chi devo rivolgermi per una corretta manutenzione?

Il responsabile dell'impianto è libero di scegliere il proprio tecnico di fiducia; la cosa importante è che il tecnico o l’impresa sia abilitata (iscritta alla camera di commercio, per la manutenzione e l’installazione di impianti termici e gas – se l’impianto è alimentato a gas – vedi lettere C ed E del D.M. n°37/08).

21.Quali sono le competenze del responsabile dell’impianto termico?

Il responsabile (proprietario, occupante, amministratore o “terzo responsabile”) risponde dell’impianto termico ed in particolare egli è responsabile della sicurezza dell’impianto. I principali adempimenti a suo carico, in base al DPR 412/93 e ss.mm.ii. ed in base al DPR 74/2013, sono così riassunti:

  • rispettare il periodo e l’orario annuali di esercizio;
  • mantenere la temperatura ambiente entro i limiti dei 20° prescritti;
  • garantire un’accurata e periodica manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impianto;
  • compilare e mantenere aggiornato il libretto di impianto per la climatizzazione ;
  • effettuare tutte le manutenzioni e/o controlli di efficienza energetica secondo i termini previsti dal D. Lgs. n°192/05 e ss. mm. ii.;
  • mettere in atto gli interventi necessari al fine di riportare i valori entro i limiti consentiti, qualora i controlli e/o le ispezioni evidenzino un insufficiente rendimento di combustione;
  • sostituire la caldaia nel caso gli interventi del punto precedenti risultassero inefficaci;
  • tenere sempre a disposizione il libretto di impianto per le ispezioni che gli Enti preposti devono eseguire per legge.

22.Se non faccio la manutenzione cosa mi succede?

Il non osservare le norme che prevedono la manutenzione ed il controllo di efficienza energetica potrebbe avere conseguenze pratiche anche gravi, dovute soprattutto alla formazione e diffusione del monossido di carbonio nei locali. Il monossido di carbonio (CO) è un gas inodore, incolore, tossico e mortale.

Inoltre nel caso di inosservanza degli obblighi di manutenzione e del controllo di efficienza energetica la legge prevede una sanzione amministrativa da € 500,00 a € 3.000,00;

23.Quali sono le cause per cui si può formare il monossido di carbonio e diffondere nell’ambiente in cui abito?

Sono principalmente tre:

  • se la combustione avviene in un locale insufficientemente ventilato;
  • cattivo funzionamento dello scarico dei fumi;
  • malfunzionamento dovuto a scarsa manutenzione dell’impianto stesso;

24.Cos'è il libretto di impianto?

Il libretto di impianto (definito dalla legge come “libretto di impianto per la climatizzazione”, per semplicità libretto di impianto), è un documento obbligatorio che accompagna l’impianto di climatizzazione e riporta tutti i dati e le caratteristiche degli impianti che contribuiscono alla climatizzazione dell’abitazione.
Sul libretto va registrato ogni intervento effettuato sull'impianto, dalla prima accensione, alla manutenzione ordinaria e straordinaria, la sua conservazione spetta al responsabile dell’impianto che dovrà esibirlo in caso di controlli dell'Autorità Competente insieme alla restante documentazione obbligatoria inerente l'impianto.

25.Chi rilascia il libretto di impianto?

Il rilascio e la prima compilazione sono per legge a carico della ditta di installazione in caso di impianto nuovo.

In caso di impianto preesistente, è il responsabile dell’impianto (utente) che si deve procurare e compilare il libretto. Di consuetudine il libretto viene fornito e compilato dalla ditta di manutenzione.

26.Chi deve compilare il libretto di impianto?

Il libretto di impianto deve essere compilato in parte a cura dell’utente, in parte a cura del manutentore e dell’installatore dell’impianto.

La compilazione periodica per le manutenzioni e per il controllo di efficienza energetica, è effettuata a cura della ditta di manutenzione.

27.Chi deve conservare il libretto d’impianto per la climatizzazione?

Il libretto è conservato dal responsabile dell’impianto, presso l’impianto stesso.

Il libretto deve essere corredato di tutti gli allegati obbligatori previsti dalle norme vigenti, in particolare dai rapporti di efficienza energetica e dagli eventuali rapporti di prova delle ispezioni effettuate dall’autorità competente.

28.Quali sono gli altri impegni ed obblighi del manutentore?

La ditta, e il tecnico di fiducia, nell’ambito delle operazioni di manutenzione accerta la conformità alle norme vigenti dell’impianto, degli apparecchi, dei loro collegamenti e dell’impianto in genere. Tutti i componenti dell’impianto devono essere analizzati (esistono specifiche norme che elencano gli elementi da controllare): il manutentore rileva le difformità dell’impianto dovute a cattiva installazione oppure a deperimento in seguito ad esercizio, ripristina la funzionalità dell’impianto, nel caso di anomalie di tipo ordinario, segnala sui documenti che rilascia le eventuali difformità che non può eliminare durante l’intervento di manutenzione.

29.Quali sono le operazioni di manutenzione obbligatorie?

Le operazioni da compiere obbligatoriamente sono riportate su specifiche norme tecniche (norme UNI), in particolare il manutentore deve effettuare:

  • verifica della tenuta dell’impianto gas con ricerca ed eliminazione delle perdite;
  • controllo delle caratteristiche di ventilazione del locale;
  • controllo dei dispositivi di sicurezza relativi al gas;
  • controllo della funzionalità dell’apparecchio con segnalazione o sostituzione dei componenti eventualmente non funzionanti;
  • controllo della regolarità di accensione e spegnimento;
  • pulizia del bruciatore;
  • pulizia dello scambiatore lato fumi;
  • controllo dell’evacuazione dei fumi con prova di tiraggio;
  • regolazione della portata termica se necessario;
  • controllo della valvola di sicurezza
  • controllo dell’efficienza dello scambiatore relativo all’acqua;
  • controllo ed eventuale taratura del bruciatore principale;
  • controllo della linea elettrica;
  • compilazione del libretto di impianto;
  • compilazione del rapporto di controllo tecnico, nel caso specifico il modulo di autocertificazione prepagato predisposto dal concessionario.

30.Ho installato un nuovo impianto: devo effettuare lo stesso la manutenzione e il controllo di efficienza energetica?

La manutenzione ordinaria va effettuata secondo le periodicità indicate all’art. 7 del Dpr 74/2013. Al momento dell’installazione, la ditta installatrice è tenuta ad effettuare un controllo di combustione, la eventuale regolazione della caldaia oltre alla prima compilazione del libretto di impianto. L’installatore è obbligato a rilasciare la dichiarazione di conformità alle norme di cui al DM 37/2008 e ss.mm.ii. (che ha parzialmente sostituito la Legge L. 46/90).

Al termine delle operazioni il manutentore deve comunque inviare al Concessionario preposto ai controlli di legge la scheda identificativa dell’impianto (prima pagina del libretto di impianto) accompagnata dal rapporto di controllo tecnico prepagato attestante la prova di combustione effettuata al momento di attivazione dell’impianto.

31. Ho sostituito la caldaia, cosa devo fare?

Deve chiamare il suo manutentore per la prima accencione, il quale deve inviare al Concessionario la seguente documentazione:

  • Scheda identificativa dell’impianto;
  • Risultati della prima accensione su modulo prepagato.

32.Cos’è la dichiarazione di conformità?

Per tutti gli impianti ed in particolare per gli impianti termici, al termine dell’installazione o al termine di lavori di ristrutturazione o manutenzione straordinaria, la ditta (che deve essere abilitata) deve rilasciare un documento detto “Dichiarazione di  Conformità”. Detto documento è obbligatorio dall’entrata in vigore della legge 46/90 e cioè dal 13 marzo 1990.

Va redatto su apposito modello conforme al modello allegato al D.M. n° 37/08 del Ministero dello Sviluppo Economico.

Per gli impianti installati prima del 1990 e per quelli per i quali non è più reperibile la dichiarazione di conformità è obbligatorio un documento sostitutivo denominato “Dichiarazione di Rispondenza” al quale va allegata una relazione tecnica attestante la conformità alle norme.

33. Cosa faccio se non mi ritrovo la dichiarazione di conformità?

Se è possibile si deve risalire all’installatore dell’impianto e chiedere il rilascio della Dichiarazione di Conformità.

Se ciò non è possibile, per qualsiasi motivo, è necessario dotare l’impianto della “Dichiarazione di Rispondenza” che deve essere redatta da un responsabile tecnico di una ditta installatrice operante da almeno 5 anni nel settore impiantistico.

34. Che cos’è la “Dichiarazione di Rispondenza”, sostitutiva della dichiarazione di conformità?

Attualmente il DM 37/08, prevede che per impianti esistenti alla data del 27 marzo 2008 (entrata in vigore di detto Decreto) e privi di dichiarazione di Conformità debba essere redatta, da parte del Responsabile Tecnico (di una ditta installatrice) operante da almeno 5 anni nel settore impiantistico, una Dichiarazione di Rispondenza, che sostanzialmente attesta la conformità dell’impianto alle norme vigenti.

Per gli impianti successivi al DM 37/2008 è scontato che la norma preveda l'esistenza della dichiarazione di conformità. Tuttavia nei casi di irreperibilità si può sempre dotare l'impianto di dichiarazione di rispondenza.

35. Come si è organizzata la Regione Molise?

La Regione Molise, dopo aver svolto una gara pubblica ha affidato il sevizio di ispezione ad un Organismo Affidatario, concessionario del servizio.

Il Concessionario provvede ad espletare tutti gli adempimenti che la legge demanda alla Regione, salvo alcune prerogative che sono tipiche dell’ente pubblico, quali ad esempio le sanzioni.

36. Quali sono le tariffe stabilite dalla Regione Molise?

Le tariffe per gli utenti stabiliti dalla Regione sono:

  • Autocertificazione per impianti inferiori a 35 kW (caldaiette) – € 6,24 oltre IVA  (valevole con la periodicità della manutenzione);
  • Ispezione per impianti non autocertificati di potenza inferiore a 35 kW (caldaiette)€ 63.94 oltre IVA;

Per impianti di potenza superiore a 35 kW le tariffe per l’autodichiarazione e l’ispezione sono riportate nella tabella di seguito (ANNUALE):

    Potenza Impianto     

Tariffa autocertificazione      Tariffa ispezione    
35 (kW)≤P≤116 (kW) € 12,49 oltre IVA € 80,33 oltre IVA
116(kW) € 24,99 oltre IVA € 118,85 oltre IVA
P>350(kW) € 49,99 oltre IVA € 162,30 oltre IVA

 

37. Il mio appartamento è in un condominio, cosa devo fare?

Se l’impianto di riscaldamento è centralizzato non deve fare nulla, perché se ne occupa direttamente l’amministratore, altrimenti deve procedere come per un qualsiasi impianto individuale.

38. Il mio impianto di riscaldamento è autonomo, ho una caldaietta, cosa devo fare?

In questo caso può provvedere ad effettuare l’autocertificazione dell’impianto, secondo quanto indicato nei punti precedenti.

39. Che cos’è l’autocertificazione?

È l’attestazione dell’avvenuta manutenzione e/o controllo di efficienza energetica dell’impianto termico che deve essere inviata al Concessionario per attestare tale adempimento.

L’utente chiama il suo manutentore di fiducia che effettua la manutenzione e rilascia il Rapporto di Controllo Tecnico e di efficienza energetica (modulo prepagato) e lo invia al Concessionario.

In termini giuridici l’autocertificazione viene effettuata dal Responsabile dell’esercizio e manutenzione dell’impianto termico (occupante dell’unità immobiliare, nel caso di impianti individuali). Consiste in un modulo prepagato (conforme ai rapporti tipo 1, 2, 3 e 4 allegati al D.M. 10-02-2014) predisposto dal concessionario del servizio di ispezione degli impianti termici, redatto, su incarico del responsabile di esercizio e manutenzione, da parte di un manutentore abilitato, attestante l’avvenuta manutenzione e/o controllo di efficienza energetica dell’impianto termico.

40. La consegna dei rapporti tipo 1, 2, 3 e 4 può essere fatta direttamente dalla mia ditta di manutenzione?

La consegna DEVE essere fatta dalla ditta di manutenzione ai sensi di quanto previsto dal comma 5 dell’art. 8 del D.P.R. 74/2013.

41. Devo conservare copia dei rapporti tipo 1, 2, 3 e 4?

I Rapporti tipo 1, 2, 3 e 4 sono allegati obbligatori del libretto di impianto, comunque è sempre bene conservare copia di tutto nel libretto di impianto.

42. Quando scade il termine per autocertificarsi nella Regione Molise?

La Regione Molise ha stabilito che l’autocertificazione deve essere effettuata ogni qualvolta si effettua la manutenzione dell’impianto termico. La consegna dell’autocertificazione va fatta, ad esclusiva cura del manutentore, entro 30 giorni dalla manutenzione. Il termine perentorio per l’effettuazione è il 31 dicembre, mentre la consegna va effettuata, sempre a cura del manutentore, entro il 31 gennaio.

43. L’autocertificazione è obbligatoria?

L’autocertificazione NON è obbligatoria, ma è una facoltà che la Regione Molise concede agli utenti. Chi effettua l'autocertificazione non deve sostenere costi aggiuntivi legati all’ispezione dell’impianto da parte del Concessionario, prevista dalla Legge 10/91.

44. Che convenienza ho ad autocertificarmi?

La legge prevede che nel caso in cui l’Ente (Regione in qualità di Autorità Competente) conceda la facoltà di autocertificarsi le ispezioni eseguite dall’Ente, tramite il concessionario, siano gratuite.

Per coloro che non effettuano l'autocertificazione, fermo restando l'obbligo di manutenzione e controllo di efficienza energetica, si applica l'art. 31 comma 3 della legge 10/91, per cui viene effettuata una ispezione con onere a carico dell'utente.

In sostanza quindi chi si autocertifica non è soggetto a ispezione a pagamento.

45. Cosa succede se non mi autocertifico?

Se Lei non si autocertifica sarà ispezionato d’ufficio e pagherà l’intera tariffa di € 63,94 + IVA (se la potenza è superiore a 35 kW il costo è maggiore, vedi tariffe) e potrà essere soggetto a sanzione da parte della Regione qualora le manutenzioni non siano state effettuate con la corretta cadenza.

46.Ma con l’autocertificazione che cosa dichiaro?

L’autocertificazione è una dichiarazione di avvenuta manutenzione dell’impianto termico. Sul modulo di autodichiarazione il manutentore può segnalare delle anomalie, in tal caso l’utente è obbligato ad adeguare l’impianto prima di metterlo in funzione. In caso contrario incorre nelle sanzioni previste dalle norme.

47. Se il manutentore sul modello G riporta delle raccomandazioni e/o prescrizioni, cosa devo fare?

Le raccomandazioni e prescrizioni che il manutentore riporta sul Rapporto di controllo tecnico NON possono essere disattese dall'utente che deve provvedere celermente alla eliminazione della anomalie dell'impianto segnalate sul Rapporto.

Il manutentore segnala sul rapporto anche i casi in cui l'impianto reca pericolo ad animali cose e persone per cui non può essere messo in funzione.

48. Se il mio impianto è superiore a 35 kW mi posso autocertificare?

Sì la legge consente anche l’autocertificazione per gli impianti più grandi, cioè quelli di potenza maggiore di 35 kW.

49. Chi ha stabilito le tariffe per le autocertificazioni?

Le tariffe sono state stabilite dalla Regione Molise.

50. Non basta chiamare il manutentore?

No, il manutentore è un operatore privato che interviene sull’impianto termico a richiesta dell’utente e svolge dei controlli e delle pulizie diverse dal servizio di ispezione della Regione.

51. E cosa fa la Regione nell’attività di ispezioni?

La Regione, attraverso l’Organismo Affidatario esegue le ispezioni atte a verificare se l’impianto sia esercito correttamente. Cioè che sia conforme alle norme ed abbia una sufficiente efficienza energetica.

52. Come si svolge l’ispezione?

L’ispezione consiste in un sopralluogo presso l’impianto in cui si effettua un esame della documentazione di cui ogni impianto deve essere corredato, si verifica la conformità alle norme di alcuni elementi tecnici e si effettua l’analisi dei prodotti della combustione della caldaia, per verificare se i consumi sono inferiori ai limiti di legge.

53. Se invece di chiamare il mio manutentore aspetto l'ispezione, di fatto, ho assolto i miei obblighi?

No, perché sono due attività diverse e complementari. Con l'ispezione, seppure indirettamentem si cntrolla il corretto operato del manutentore.

54. Chi mi comunicherà il giorno in cui mi viene fatta l’ispezione?

Riceverà una lettera spedita circa 10-15 giorni prima che le indicherà il giorno e la fascia oraria in cui sarà visitato l’impianto.

55. Cosa sono i ponti termici? Quali sono i ponti termici i piu ricorrenti nelle abitazioni? Cosa prevedono le norme in materia?

Il ponte termico è una discontinuità costruttiva in una qualsiasi struttura edile che presenta  caratteristiche di isolamento termico più scadenti rispetto agli altri elementi costruttivi adiacenti e/o circostanti. Tali caratteristiche favoriscono il passaggio di calore dall'interno verso l'esterno nel periodo invernale ovvero dall'esterno verso l'interno nel periodo estivo, peggiorando  le condizioni di confort all'interno delle abitazioni.

In una abitazione i ponti termici più comuni sono le travi, i pilasti , i solai interpiano, le pareti esterne più sottili (che tra l'altro di solito si trovano dietro ai termosifoni), le scale e i serramenti.

Le norme attuali relative al risparmio energetico e alla certificazione energetica, prevedono particolari accorgimenti tecnici che si devono adottare, nell'ambito di una ristrutturazione edilizia o nuova costruzione, al fine di limitare la presenza di ponti termici o di migliorarne le prestazioni termiche.

La "correzione" dei ponti termici evita anche la formazione di fastidiose condense e delle conseguenti muffe che si creano in corrispondenza.

56. Nel caso di un ufficio o azienda se i climatizzatori sono presenti in stanze diverse le potenze si sommano? Deve essere compilato un rapporto di controllo di efficienza energetica per ogni climatizzatore?

Allo stato della normativa attuale, mentre per i radiatori è specificato esplicitamente che quando la somma delle potenze al focolare supera 5 kW, sono da considerarsi come un unico impianto, per la climatizzazione estiva non si dice niente.

Le uniche indicazioni vengono dal DPR 74/2013 dove si dice che sono soggetti ai controlli gli impianti che superano i 12 kW di potenza utile nominale, dove per "potenza utile nominale" si intende la somma complessiva delle macchine frigorifere che servono lo stesso impianto.

Pertanto in pratica, quando ci sono più macchine frigorifere NON collegate tra di loro, si debbono considerare come impianti singoli: è come se nell’unità immobiliare ci fossero più impianti termici.

Quindi se singolarmente NON superano i 12 kW, NON sono soggetti a controllo, salvo gli obblighi di manutenzione e di registrazione sui libretti di impianto.

Invece, nel caso in cui singolarmente superano 12 kW di potenza nominale utile, sono soggetti a controllo e va compilato un modello prepagato per ogni apparecchio.

57. Quando un impianto si intende dismesso?

Un impianto si intende dismesso quando viene compiuta una delle seguenti operazioni:

  • disinstallazione dell’impianto termico mediante rimozione di parti essenziali del generatore o eliminazione degli elementi radianti;
  • blocco dell’impianto dovuto a guasti ritenuti non riparabili;
  • distacco del generatore di climatizzazione dalla rete di alimentazione (combustibile/energia elettrica);
  • blocco del circuito del flusso di climatizzazione del generatore, mediante sigillatura delle condotte di entrata/uscita.

58. Quando un impianto termico si intende fuori uso?

L’impianto è fuori uso quando tecnicamente non funziona e non può assolvere alla sua funzione di riscaldamento, se non dopo un intervento di riparazione/straordinaria manutenzione.

59. Quando un impianto termico si intende “modificato”?

Sono impianti termici modificati gli impianti che sono nati per fare climatizzazione ambientale e dopo modifica sono diventati impianti adibiti alla sola produzione di acqua calda per uso familiare oppure se la caldaia era presente ma è stata rimossa e l’impianto di riscaldamento e ACS viene gestito da una termostufa a combustibile solido.

60. Quali obblighi ci sono per gli impianti temici modificati, fuori uso o dismessi?

I responsabili degli impianti fuori uso, modificati o dismessi hanno l’obbligo di comunicare alla Regione o all’Organismo affidatario, il cambiamento di stato dell’impianto, entro 30 giorni.

Per gli impianti modificati o fuori uso, qualora il responsabile dell’impianto ometta la comunicazione, ai sensi dell’art. 8 delle Linee Guida Regionali, approvate con DGR 74/2017 , l’ispezione è onerosa anche in assenza della prova dei fumi o altre attività tecniche connesse all’ispezione.

61. Cosa si intende per “variazione dello stato dell’impianto”?

Per "variazione dello stato dell’impianto" si intente: 

  • l’installazione di nuovo impianto o sostituzione del generatore di climatizzazione (obbligo di invio della scheda identificativa);
  • effettuazione della prima accensione (i risultati vanno riportati su Rapporto di Controllo Tecnico – modulo prepagato);
  • dismissione dell’impianto (vedi punto precedente);
  • eventuale incarico e/o revoca di terzo responsabile;
  • subentro o cessazione dalla competenza di responsabile dell’impianto (NB: se non lo fa l’occupante lo deve fare il proprietario).
  • ogni altra variazione relativa all’impianto ed attinente il servizio di ispezione degli impianti termici, anche relativa ai soggetti coinvolti nell’esercizio dell’impianto.

L’omessa comunicazione nei termini prescritti assoggetta il responsabile dell’impianto nonché, nei casi previsti, il proprietario in solido, al pagamento della relativa tariffa in caso di ispezione, ferme restando le eventuali sanzioni previste per legge.

 

 

 


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